The Chinese Luxury Consumer White Paper 2012. E’ il titolo di uno studio realizzato da Industrial Bank e dall’Hurun Research Institute che fornisce uno spaccato sui nuovi ricchi in Cina.
Si tratta - spiega il rapporto - di un universo costituito da 2,7 milioni di individui con asset personali per oltre 6 milioni di yuan (950mila dollari) e da 63.500 super ricchi con patrimoni pro capite di oltre i 100 milioni di yuan (15,8 milioni di dollari). L’età media è di 39 anni, con una prevalenza (il 60%) di soggetti di sesso maschile.
Sono persone per il 70% in possesso di un titolo di studio elevato, con una preferenza per il web rispetto alla televisione. Posseggono in media tre auto e trascorrono in vacanza una ventina di giorni l’anno.
Pechino concentra il maggior numero di questi individui, seguono le province del Guangdong, di Shanghai e di Zhejiang.
Il ceto abbiente del Dragone spende soprattutto in viaggi, in beni di lusso e nell’istruzione dei propri figli. Nelle categorie dei luxury goods gli uomini prediligono orologi, tabacchi e bevande alcoliche, compresi vini di alta gamma, le donne gioielli, abiti, scarpe e accessori. In ogni caso si tratta di prodotti di elevata qualità e/o di brand con reputazione internazionale.
Tra i siti web più consultati lo studio indica Sina.com, seguito da Sohu e Tencent. La televisione è il secondo media più utilizzato, soprattutto per programmi di news, business ed entertainment, seguito da magazine e quotidiani.
Tra le mete estere la preferita è la Francia, poi vengono Usa e Australia. L’Italia è solo undicesima, a pari merito con la Nuova Zelanda, ma davanti a Regno Unito e Germania.
Secondo stime recenti, il mercato dei beni di lusso in Cina supera attualmente gli 87 miliardi di yuan. Nel segmento delle calzature il luxury vale tra i 4 e i 5 miliardi, cresce a tassi annui del 15-20% e nella Top-five dei marchi coinvolge 3 griffe italiane (Tod’s, Gucci e Salvatore Ferragamo), una francese (Louis Vuitton) e il brand svizzero Bally.
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