giovedì 15 marzo 2012

Pelli grezze, ancora su i prezzi a febbraio (+6% sui mercati internazionali)

Prometeia informa che l’indice dei prezzi delle commodity del comparto moda ha sperimentato a febbraio 2012 un aumento mensile del 4%, trainato dai rincari sui mercati internazionali delle fibre sintetiche (+5,3%) e della lana (+3,2%). In deciso aumento anche i costi delle pelli (+6%), mentre i prezzi del cotone sono risultati in controtendenza, riducendosi del 6,6%.
Più in generale, guardando all’insieme delle materie prime, l’indice Prometeia ha osservato il mese scorso un nuovo rialzo (+2% rispetto a gennaio), riflettendo soprattutto le persistenti tensioni sulle quotazioni del brent (+8,2%), che hanno avuto effetti a catena sulle altre commodity industriali.
Il trend inflattivo ha trovato un freno, seppure parziale, nella rivalutazione dell’euro contro il dollaro Usa, con il cross balzato a 1,32 $ nella media di febbraio (+2,5%).
Aumenti per il pellame grezzo emergono, intanto, anche dall’indice prezzi delle pelli grezze salate nazionali elaborato dalla Camera di commercio di Milano in collaborazione con Unionpelli.
Le risultanze di febbraio segnalano un rincaro medio dell’1% su base mensile, con punte del +7% per le pelli di vacca. Sostenute anche le quotazioni del pellame di vitello, rincarato a febbraio del 4,1%. Sulla linea del vitellone emergono andamenti differenziati con ribassi dell’1,6% fino a 40 chilogrammi di peso e aumenti del 2% per le pelli di taglia superiore.
Le prime indicazioni segnalano una forte accelerazione della dinamica dei prezzi nel mese di marzo. Le risultanze ancora provvisorie documentano un rincaro mensile del 7,7% riferito all’indice generale, con tensioni superiori alla media per le pelli di vitellone.
Su base tendenziale, vale a dire rispetto allo stesso periodo del 2011, le quotazioni del pellame grezzo mantengono ancora un divario negativo. A febbraio le rilevazioni camerali indicano in media uno scarto negativo del 13,6%, con il tendenziale di marzo che si è però ridotto a un meno 10,1%.
Se confermato, l’aumento mensile del 7,7% rilevato a marzo sarebbe il più elevato su base congiunturale dal gennaio 2011.

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