martedì 20 marzo 2012

Istat, avvio negativo del Pil nel 2012, male industria e consumi

Questa volta in via informale. Per bocca del suo presidente, Enrico Giovannini, l’Istat, l’Istituto di statistica nazionale, ci informa che il Pil, nel primo trimestre 2012, non è andato bene, a causa della caduta dei consumi. Per le prime stime ufficiali bisognerà però attendere metà maggio quando i calcoli  sui conti economici nazionali saranno completi per la prima frazione d’anno.
Si tratta ancora di indicazioni indirette, ha spiegato Giovannini. Aggiungendo che la produzione industriale sta segnano il passo e che la domanda estera è l’unica componente antirecessiva, a fronte di un mercato interno ancora con il freno tirato.
Nulla di nuovo se non fosse che la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare. Il primo ottobre il decreto salva Italia farà scattare la cosiddetta clausola di salvaguardia, ovvero l’aumento di due punti  di Iva  sia sull’aliquota ordinaria, che passerà  dal 21 al 23%, sia su quella ridotta che dal 10 si porterà al 12%.
Per  questo fine settimana è atteso inoltre il primo via libera del Governo al disegno di legge delega di riforma fiscale per il riordino dell’intero sistema tributario, che non sarà a costo zero per le famiglie. Almeno questo emerge dalle prime indiscrezioni  che danno per scontato un riordino delle detrazioni fiscali con tagli per diverse decine di miliardi di euro. A rischio, tanto per comprendere il potenziale impatto di questo nuovo provvedimento,  potrebbe essere anche la deduzione sull’abitazione principale che andrebbe quindi a costituire reddito con la rendita catastale. E non si escludono strette anche sulle detrazioni del 19% delle spese mediche.
Insomma, tornando ai consumi, che alquanto pare sono il nervo scoperto di questa crisi, tra aumenti Iva e aggravi Irpef (seppure indiretti) le prospettive non sono rosee. Senza considerare che un’altra componente di freno verrà dall’Imu (ex Ici), inasprita sia con le aliquote che con i moltiplicatori e reintrodotta anche sulle prime abitazioni.
Sui redditi pesa inoltre una prospettiva occupazionale deteriorata. I dati Inps sulla Cassa integrazione guadagni riferiscono a febbraio di aumenti mensili a doppia cifra per le sezioni ordinaria e straordinaria, con un numero di richieste più che raddoppiato per quella in deroga.
Saranno mesi difficili che avranno ricadute sugli sviluppi congiunturali almeno fino all’estate. Le previsioni d’altro canto concordano per una riduzione del Pil, nel 2012, tra l’1,3 e l’1,5%. C’è anche chi eccede nel pessimismo, come il Fondo monetario internazionale che addirittura pronostica per l’Italia un meno 2,2%. Ma il dato appare un po’ sovrastimato nella dinamica negativa.
Sull’inflazione il consensus degli analisti sembra orientato a un graduale raffreddamento  della temperatura dei prezzi, salita intanto a febbraio al 3,3%. La fase di rientro dovrebbe proseguire per tutta l’estate, mentre in autunno l’effetto Iva darà un nuovo scossone al caro-vita.
In media d’anno si stima un 2,5-2,7% di inflazione, comunque sopra il target della Bce fissato al 2%. Sul versante commodity restano le tensioni sul greggio, con effetti a cascata su diverse materie prime industriali, comprese quelle del comparto moda.
La buona notizia è che l'Arabia Saudita ha annunciato interventi per calmierare il mercato e ricondurre il prezzo del Brent attorno ai 100 dollari al barile (oggi a 124 dollari). Riad, agendo in maniera del tutto autonoma, rifornirà il mercato con quantitativi più abbondanti di greggio, sia per compensare i vuoti d'offerta dall'Iran, attesi per i prossimi mesi, sia per favorire una più rapida ripresa dell'economia globale.

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