martedì 17 gennaio 2012

Sfiora 186 milioni di paia l’export calzaturiero italiano

Gli Usa - rende noto oggi l’Anci (l’associazione degli industriali calzaturieri italiani) - è il terzo paese di destinazione per le calzature made in Italy, con oltre 516 milioni di euro e 9,2 milioni di paia nei primi nove mesi del 2011. Dopo il recupero sperimentato nel 2010 (del 24,8% in valore e del 13,3% in volume rispetto al 2009), anche i primi tre trimestri del 2011 hanno confermato la tendenza espansiva delle esportazioni sul mercato a stelle e strisce, seppure con una decelerazione del tasso di crescita, che ha portato l'incremento in valore al 14% e in volume al 3,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Nostre analisi aggiungono che la partecipazione del paese d’Oltreatlantico è rimasta comunque sostanzialmente invariata, attorno al 5% se rapportata al dato complessivo dell’export (185,8 milioni di paia). Anzi, ad essere precisi si è anche marginalmente ridotta, seppure di un solo decimo di punto rispetto al gennaio-settembre 2010. Resta ferma all’8,7%, invece, la partecipazione Usa in valore.
Per volumi, quello tedesco si conferma il mercato più ricettivo, con 31,5 milioni di paia (+5,8%) e il 17% di quota. Mentre per fatturato è la Francia a guidare la classifica con 944 milioni di euro nel cumulato dei primi nove mesi 2011 (+12,8%).
Guardando i flussi fisici di esportazione, le mete più dinamiche sono apparse finora Paesi Bassi e Russia. Anche per fatturato spicca, per ritmi di crescita, il ruolo di Mosca, con incrementi sostenuti inoltre in Svizzera e Giappone.
Nel complesso, l’export calzaturiero italiano ha fatto segnare, nei primi nove mesi del 2011, un più 5,5% a volume. Sfiora la soglia dei 6 miliardi di euro, a tutto il mese di settembre, il corrispettivo monetario, lievitato, anno su anno, del 13,8%.

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