Il primato in valore assoluto va al Veneto. Ma per ritmi di crescita è l’Emilia Romagna, nella Top-five regionale, ad archiviare la migliore performance.
Nella somma di tre trimestri l’export calzaturiero ha fatto segnare, nel 2011, una progressione per tutte le regioni a più alta concentrazione di imprese nel settore. Il Veneto, con quasi 1,8 miliardi di fatturato fuori dall’Italia, ha sperimentato una crescita del 9% rispetto al gennaio-settembre 2010. Ma l’Emilia Romagna, che è quinta in graduatoria per giro d’affari, ha marciato a un ritmo di oltre il 24%, portandosi a ridosso dei 444 milioni di euro.
La Toscana, immediatamente alle spalle del Veneto, con un 14% circa di aumento, anno su anno, si è arrampicata fino a 1,22 miliardi. Ancora più sostenuta la dinamica dell’export calzaturiero marchigiano, con il più 15% di questi primi tre trimestri che ha proiettato il fatturato oltre 1,2 miliardi di euro.
Crescita a doppia cifra anche per la Lombardia, balzata sopra la soglia dei 730 milioni (+16% circa). Ottimi gli sviluppi pure per le uniche due realtà del Mezzogiorno, presenti nella lista delle prime dieci regioni calzaturiere, rappresentate da Puglia e Campania, che nell’ordine hanno messo a segno progressi del 17 e del 13 per cento.
Il Veneto è anche la prima regione per livelli di importazione, con 1,2 miliardi di spesa per lo shopping dall’estero di calzature. La classifica regionale prosegue con la Lombardia, a sua volta davanti a Marche, Toscana e Piemonte.
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