Brutto dato quello delle vendite al dettaglio elaborato dall’Istat. Da gennaio a novembre 2011 - dice l’Istituto nazionale di statistica - il commercio fisso al dettaglio ha sperimentato un calo delle vendite dell’1% tondo su base annua. Un risultato che incorpora sia la dinamica dei prezzi che delle quantità. Il che equivale a stimare il calo a volume in un più robusto meno 3,5-4%, dato che l’inflazione si è arrampicata nel 2011 al 2,8% in media d’anno, dall’1,5% del 2010.
Nel dettaglio tengono gli alimentari, seppure con un frazionale 0,2% di crescita. Per l’insieme dei prodotti non-food, invece, l’indicatore segna una contrazione dell’1,5%.
Dall’analisi per distinti capitoli emerge il dato negativo di calzature e pelletteria, con le vendite retail che nella somma dei primi 11 mesi hanno ceduto l’1,9% su base annua. Male anche abbigliamento e pellicceria (-1,5% rispetto allo stesso periodo del 2010), anche se le maggiori erosioni di fatturato si registrano a carico di supporti magnetici e strumenti musicali, oltre che di elettrodomestici, radio, tv e registratori.
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