martedì 17 aprile 2012

E-commerce, sfiora i 19 miliardi il fatturato in Italia. Ma reparto moda resta marginale.

Rallenta, ma mantiene un ritmo di crescita a doppia cifra, il fatturato dell’e-commerce in Italia. Nel 2011, con poco meno di 19 miliardi di euro, il giro d’affari ha messo a segno un progresso del 32%, contro il 43% di crescita sperimenta nel 2010 e il più 58% del 2009. Il reparto moda non va però oltre l’1,1% di quota, corrispondente a un fatturato di circa 200 milioni di euro. In un mercato, quello del commercio elettronico, dominato dai servizi per il tempo libero, il turismo, le assicurazioni e l’elettronica da consumo.
I dati emergono dal Rapporto presentato da Casaleggio Associati. Nel comparto moda, spiega lo studio, tutte le maggiori case di moda dispongono di un proprio store e-commerce. E molte si avvalgono in contemporanea di partnership con siti di vendite istantanee o private outlet.
Nel settore delle  calzature il 2012 vedrà la presenza sul mercato e-commerce di molte aziende, tra le principali, che sperimenteranno anche la vendita verso l’estero.
Tornando ai dati generali, le proiezioni della Commissione europea, riportate nell’Agenda digitale, dicono che al 2015 metà della popolazione europea effettuerà acquisti on line e di questi il 20% utilizzerà siti esteri.
Social media e applicazioni - spiega ancora il rapporto - hanno definitivamente conquistato un ruolo di rilievo nella strategia di marketing e comunicazione delle aziende e iniziano ad essere sfruttati anche come piattaforma di vendita, grazie soprattutto all’effetto “passaparola”. I social network vengono prevalentemente utilizzati come strumento di generazione di traffico, piuttosto che come piattaforme di vendita, eguagliando per volumi, e in alcuni casi superando, gli stessi motori di ricerca.
Quanto agli aspetti logisti, emerge dallo studio che la maggior parte delle aziende esternalizza il servizio di consegna della merce, appoggiandosi a corrieri espresso o alla posta.
Le prime esperienze di e-commerce in Italia risalgono alla metà degli anni Novanta. Il 2000 e il 2005 sono stati anni particolarmente favorevoli. Mentre l’ultimo triennio, il 2009-2011, ha fatto segnare l’ingresso di operatori stranieri, il boom dei siti di vendite istantanee e a sconto, quasi sempre multiprodotto, e l’impennata dei private outlet e dei siti di gioco on line.

Nessun commento:

Posta un commento