domenica 15 aprile 2012

Wto, rischio frenata per l’interscambio mondiale nel 2012. Confronto più aspro sui mercati internazionali

C’era da aspettarselo. La frenata del Pil mondiale nel 2012, particolarmente evidente nei paesi sviluppati - dove non mancheranno (come in Italia e in altri paesi Ue) evoluzioni negative - avrà ricadute anche sul volume dell’interscambio mondiale. A confermarlo è stato nei giorni scorsi il Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, che stima per quest’anno una decelerazione del ritmo di crescita del trade al 3,7%, dal +5% del 2011, anche in conseguenza della crisi del debito sovrano in Europa.
Sarà il 2013 a restituire un po’ di vigore all’import/export di merci, previsto in crescita del 5,6% nei prossimi dodici mesi. Nulla a che vedere con il 13,8% di aumento sperimentato nel 2010. Ma quello di due anni fa fu soprattutto un effetto-rimbalzo, frutto di un confronto statistico con un 2009 che, nel pieno della recessione mondiale, aveva fatto crollare del 12% i flussi fisici di interscambio.
Il Wto basa le sue previsioni su un’ipotesi di crescita del Pil globale del 2,1% nel 2012, in decelerazione rispetto al +2,4% del 2011.
Tornando alle previsioni sulla dimensione del trade, per le economie sviluppate la crescita delle esportazioni dovrebbe frenare, nel 2012, a un più 2%, dal +4,7% dell’anno scorso. L’export dei paesi in via di sviluppo e delle nazioni emergenti crescerà invece del 5,6% su base annua, dal 5,4% del 2011, ma l’import avanzerà a un passo più lento, del 6,2%, contro il 7,9% dell’anno scorso.
Una sorta di profit warning, quello del Wto, anche per le imprese export oriented che sono riuscite finora a dribblare la crisi. Ci saranno ancora possibilità di crescita sui mercati internazionali. Ma il confronto sarà più aspro, soprattutto sul piano competitivo. In un contesto in cui le imprese avranno inoltre scarse possibilità di realizzare politiche di contenimento dei costi, dovendo agire ancora sulla marginalità per mantenere le quote di mercato otre confine.

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