giovedì 3 maggio 2012

Marzo rilancia gli acquisti di abbigliamento e calzature

Torna il sereno sugli acquisti? E’ troppo presto per dirlo. Marzo ha indicato un decisivo miglioramento, dopo la ripresina di febbraio. Complice l’evoluzione delle aspettative, con il sentiment delle famiglie in serie positiva per tre mesi consecutivi (da gennaio a marzo).  Temiamo però che il crollo repentino della fiducia dei consumatori  rilevato ad aprile, con l’indice Istat piombato ai minimi dal 2006, possa materializzarsi in una nuova inversione di rotta. Vediamo per il momento “il quartino mezzo pieno” che ci propone l’analisi mensile dell’Osservatorio acquisti CartaSi.
Al coesistere di una serie di determinanti positive - spiega il Barometro Cashless - marzo ha fatto segnare una crescita nominale degli acquisti con carta di credito del 9% rispetto allo stesso mese del 2011 (in tutto 6,2 miliardi di euro).
Ne hanno beneficiato tutte le classi settoriali: in particolare, oltre a servizi e turismo, le risultanze che emergono dall’indice sintetico sull’andamento delle spese degli italiani segnalano un netto recupero anche per abbigliamento e calzature. I dati dicono, in questo caso, che gli acquisti, per circa 880 milioni di euro, sono cresciuti, anno su anno, del 10,7%, a un tasso quindi superiore alla media.
Un risultato confortante. Apprendiamo però dall’Istat, che nell’ultimo aggiornamento ci fornisce un’istantanea a febbraio, che  il valore delle vendite al dettaglio, relativamente a calzature, articoli in cuoio e da viaggio, ha fatto segnare una contrazione dello 0,6% sul febbraio 2011. Il dato, in questo caso, resta dunque negativo. Va anche detto, però, che a gennaio lo stesso  confronto tendenziale indicava una flessione ben più accentuata, dell’1,5%.
Ci sono insomma buone probabilità che anche il dato Istat passi in territorio positivo nel mese di marzo. Considerando tra l’altro che a febbraio, per il capitolo abbigliamento e calzature, anche l’indice sintetico del Barometro Cashless  segnalava una flessione degli acquisti, in questo caso limitatamente a quelli effettuati con carte di credito, quantificata in un meno 5,4%.

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