Questa volta non sarà una cabina di regia, ma un “gruppo di
pilotaggio”. Il 24 maggio la prima riunione. Obiettivo: definire il testo di
una convenzione sulla regolarizzazione dei valori patrimoniali detenuti in
Svizzera da contribuenti non residenti e sull'introduzione di un'imposta alla
fonte sui futuri redditi da capitale.
A comunicarlo è una nota del ministero dell’Economia e delle
Finanze che riferisce di un colloquio del 9 maggio tra il consigliere
diplomatico del Mef, Carlo Baldocc,i e il segretario di Stato del Dipartimento
Federale delle Finanze svizzero, Michael Ambúhl, capo della Segreteria di Stato
per le questioni finanziarie internazionali.
E’ il primo passo verso un accordo che, sulla falsariga di
quelli già siglati con il paese elvetico da Germania, Regno Unito e Austria, punta
a introdurre una “tassa sull’anonimato” sui valori patrimoniali (denaro, oro,
ecc.) detenuti dai residenti italiani in Svizzera. Con una tassa “una tantum” da
versare a titolo di regolarizzazione e un prelievo sui futuri redditi da
capitale. Speriamo in tempi brevi.
Per un approfondimento rimandiamoa all'articolo: Accordo con Svizzera e decreto “Spendi bene Italia” per sgravare imprese e famiglie da zavorra fisco
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