I dati dicono che le ore di Cassa integrazione guadagni autorizzate
dall’Inps nel primo trimestre 2012 sono ammontate, complessivamente, a 236,7
milioni, il 2,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2011.
Ma per le imprese del comparto pelli, cuoio e calzature le stesse
evidenze segnalano, in controtendenza, una
riduzione del 21,3%.
Nell’intera annata 2011 le ore (sempre quelle autorizzate) di Cig, tra
ordinaria, straordinaria e in deroga, si erano complessivamente ridotte del
18,8% sul 2010. Per le imprese attive nel comparto calzaturiero e della
lavorazione di pelli e cuoio lo stesso dato aveva indicato una flessione più accentuata,
del 35,1%.
Numeri, dunque, più che incoraggianti. Ma ancora più significativa è la
constatazione, nel corso degli ultimi anni, di una forte riduzione della
partecipazione del settore pelli e calzature allo strumento della Cassa integrazione
guadagni.
Basando la nostra analisi sempre sui dati ufficiali dell’Inps, emerge
che a tutto il 2011 le ore autorizzate alle imprese del settore cuoio, pelli e calzature
rappresentavano appena il 2% del totale. Nel 2005 la stessa quota si attestava al
4,8%. Da rilevare che la partecipazione si è progressivamente ridotta, salvo nel
2008.
La fotografia al primo trimestre 2012 restituisce una quota ancora
inferiore, dell’1,8%, contro il 2,4% dei primi tre mesi del 2011. Risalendo la serie
storica, nello stesso periodo emerge, nel 2005, un’incidenza del 5,6%.
La condizione di minore ricorso alla cassa integrazione guadagni,
anche in termini relativi, testimonia il virtuosismo di un comparto chiamato,
come altri, ad affrontare le difficoltà operative in una fase congiunturale che
si preannuncia critica almeno fino a tutta l’estate.
Oggi l’Istat ha reso noti i dati sull’occupazione in Italia, in calo a
marzo 2012 dello 0,2% su base mensile e dello 0,4% a distanza di un anno. Il
tasso di disoccupazione si è arrampicato a ridosso del 10% (9,8% per l’esattezza).
Ma nel comparto calzaturiero i dati Anci, seppure al 2011, indicano ancora un
andamento in controtendenza, con una crescita occupazionale stimata nell’intorno
dell’1%.
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