mercoledì 2 maggio 2012

Pelli e calzature riducono al 2% partecipazione alla Cig (nel 2005 era al 4,8%)

I dati dicono che le ore di Cassa integrazione guadagni autorizzate dall’Inps nel primo trimestre 2012 sono ammontate, complessivamente, a 236,7 milioni, il 2,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2011.
Ma per le imprese del comparto pelli, cuoio e calzature le stesse evidenze segnalano,  in controtendenza, una riduzione del 21,3%.
Nell’intera annata 2011 le ore (sempre quelle autorizzate) di Cig, tra ordinaria, straordinaria e in deroga, si erano complessivamente ridotte del 18,8% sul 2010. Per le imprese attive nel comparto calzaturiero e della lavorazione di pelli e cuoio lo stesso dato aveva indicato una flessione più accentuata, del 35,1%.
Numeri, dunque, più che incoraggianti. Ma ancora più significativa è la constatazione, nel corso degli ultimi anni, di una forte riduzione della partecipazione del settore pelli e calzature allo strumento della Cassa integrazione guadagni.
Basando la nostra analisi sempre sui dati ufficiali dell’Inps, emerge che a tutto il 2011 le ore autorizzate alle imprese del settore cuoio, pelli e calzature rappresentavano appena il 2% del totale. Nel 2005 la stessa quota si attestava al 4,8%. Da rilevare che la partecipazione si è progressivamente ridotta, salvo nel 2008.
La fotografia al primo trimestre 2012 restituisce una quota ancora inferiore, dell’1,8%, contro il 2,4% dei primi tre mesi del 2011. Risalendo la serie storica, nello stesso periodo emerge, nel 2005, un’incidenza del 5,6%.
La condizione di minore ricorso alla cassa integrazione guadagni, anche in termini relativi, testimonia il virtuosismo di un comparto chiamato, come altri, ad affrontare le difficoltà operative in una fase congiunturale che si preannuncia critica almeno fino a tutta l’estate.
Oggi l’Istat ha reso noti i dati sull’occupazione in Italia, in calo a marzo 2012 dello 0,2% su base mensile e dello 0,4% a distanza di un anno. Il tasso di disoccupazione si è arrampicato a ridosso del 10% (9,8% per l’esattezza). Ma nel comparto calzaturiero i dati Anci, seppure al 2011, indicano ancora un andamento in controtendenza, con una crescita occupazionale stimata nell’intorno dell’1%.

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