Cresce il mercato cinese. E anche lo shopping on line avanza a passi da gigante. Grazie al commercio elettronico (oltre ovviamente a quello off line) le opportunità di business si allargano a macchia d’olio anche per i retailer occidentali. In un mercato, quello del Dragone, in cui insieme al potere d’acquisto continua a crescere a ritmi sostenuti il numero dei consumatori.
Vediamo i dati. Il giro d’affari legato all’e-commerce oltre la Grande Muraglia ha sfiorato, nel 2011, 774 miliardi di yuan (circa 125 miliardi di dollari), facendo segnare una crescita del 68% su base annua (dati iResearch Inc, pubblicati su China Daily). Per quest’anno è attesa una crescita di oltre il 50%, che spingerebbe il fatturato a 1.180 miliardi di yuan. Mentre al 2015 le proiezioni valutano la dimensione economica del settore attorno ai 2.550 miliardi di renminbi.
Secondo le stime di Boston Consulting Group, nel 2015 la quota del commercio elettronico sul totale delle vendite retail dovrebbe portarsi al 7,4%, dal 3,3% attuale. Si tratterebbe, se confermato, di un risultato eccezionale, considerando che la stessa incidenza nel mercato Usa è stata raggiunta in un arco temporale di dieci anni. Già nel 2014 quello cinese potrebbe diventare, di fatto, il più grande mercato mondiale per lo shopping via web.
Un dato interessante emerge inoltre da un’indagine della società di consulenza Pricewaterhouse Coopers: quasi il 60% dei consumatori web in Cina acquista articoli di abbigliamento e calzature.
Da segnalare che la crescita delle vendite via Internet non riguarda solo i prodotti di massa, ma anche i luxury goods, segmento che registra i più alti tassi di crescita. Anche se il driver dell’on line è rappresentato, anche in Cina, dalla ricerca di prezzi più convenienti rispetto ai canali tradizionali.
Ad oggi, secondo la società di ricerche Data Driven Marketing Asia, il Paese asiatico registra il più alto numero di consumatori on line: ben 195 milioni, contro i 121 milioni degli Usa e i 53 milioni del Giappone.
L’assegno da 125 miliardi di dollari staccato dai consumatori cinesi nel 2011 è il terzo più rilevante. La posizione di testa spetta all’Unione europea, con un giro d’affari da 263 miliardi di dollari, seguita dagli Usa con poco più di 200 miliardi.

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