Brusco dietro front per il credito bancario erogato alle
imprese del sistema moda (tessile-abbigliamento e calzature, inclusi articoli
in pelle). I dati della Banca d’Italia attestano lo stock di impieghi in 24,8
miliardi di euro, il minimo da maggio del 2010 (inizio della serie storica
rivista).
La fotografia di via Nazionale è al 31 marzo 2012. In un mese i conteggi restituiscono una contrazione dell’1,2%, mentre a distanza di un anno gli impieghi verso le imprese del settore Tac hanno subito un taglio di quasi il 5%. Nel bollettino di maggio la Bce, la Banca centrale europea, riferendosi alla dinamica generale del credito all’interno dell’Eurozona, parla anche di credit crunch passivo. La domanda di credito - si legge nella pubblicazione mensile - è rimasta su livelli contenuti nel primo trimestre 2012, riflettendo la debolezza dell’attività economica e le esigenze, ancora in atto, di riaggiustamento dei bilanci da parte delle aziende.
Tornando ai dati di Bankitalia, sempre in relazione alle
imprese del sistema moda, emerge una riduzione delle sofferenze (crediti
incagliati o prossimi all’inesigibilità), scese a marzo 2012 sotto i 4,3
miliardi di euro, il minimo da ottobre 2011.
Il rapporto sofferenze/impieghi resta però su un livello
elevato, pari al 17,2%, contro l’8,2% rilevato per l’intero sistema produttivo.

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