mercoledì 25 luglio 2012

Calzature: Italia frena, ma cedono sull'export anche Belgio e Germania

Non c’è dubbio, preoccupa il meno 10% dell’export di calzature italiane, sceso a tutto aprile 2012 a 82,5 milioni di paia. Ma il dato, se non altro (si dirà: magra consolazione), appare solidale con la dinamica di altri esportatori europei di calibro, come Belgio e Germania, che hanno inviato all’estero il 9,7 e il 7,3 per cento in meno di scarpe in questi primi quattro mesi dell’anno. Rispettivamente 77,4 e 70,2 milioni di paia, dicono i dati Eurostat che abbiamo appena elaborato.
Al contrario le cose sembrano andare meglio per Madrid. Le calzature spagnole (ne sono state esportate in quattro mesi  quasi 55 milioni di paia) hanno spuntato oltre confine un più 14,6% rispetto al gennaio-aprile 2011. Analoga invece a quella tedesca (dunque negativa per oltre il 7%) la performance dell’Olanda, mentre la Francia spunta un appagante più 6,2%. Da rilevare che frenano vistosamente anche Slovacchia, Regno Unito, Portogallo e Romania.
Guardiamo adesso i valori. Per tutti è una sfilza di risultati positivi (più o meno significativi) ad eccezione di Bucarest. L’Italia - l’avevamo già commentato - è cresciuta di oltre 3 punti percentuali. Lo stesso ha fatto Berlino. Mentre il Belgio ha inanellato un più robusto 13%, condividendo il risultato con la Francia. E la Spagna? Cresce anche lei, ma solo di un sottile 2,8%. Dunque, spinge sui volumi, ma arranca nel fatturato. Segno che o abbassa i prezzi, o approda all’estero con prodotti più economici. Esattamente il contrario di quanto emerge per l’Italia.
Sarebbe meglio, certamente, capire - in una fase così complessa - dove va la domanda internazionale. Intanto, accontentiamoci dello schiacciante predominio del made in Italy, con un fatturato oltre frontiera che in quattro mesi si è arrampicato fino a 2,6 miliardi di euro. Insieme, Belgio e Germania fanno meno dell’Italia. Mentre Madrid non raggiunge neanche un terzo dell’assegno tricolore.
Potrà non bastare, sicuramente, data la situazione e soprattutto l’evidenza negativa dei volumi esportati. Ma è pur sempre un attestato di leadership.
C'è poi un altro dato da rilevare. Le calzature rappresentano la settima voce più rilevante dell'export nazionale. Lo dicono Istat e Ice, mettendolo nero su bianco nell'Annuario sul commercio con l'estero 2011.

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