La crisi dei consumi e il diverso ritmo di marcia rispetto alle esportazioni emergono, in tutta la loro evidenza, anche dal resoconto intermedio sulla gestione del gruppo Tod’s.
Basti pensare che il fatturato, che nel primo trimestre 2012 ha fatto segnare nel complesso un robusto più 8% su base annua, ha ceduto ben 4 punti percentuali sul mercato italiano. Rafforzandosi invece del 5% in Europa (al netto dell’Italia), ma di oltre il 21% in Nord America e addirittura di quasi il 50% in Asia e nel resto del Mondo.
Insomma, il noto Gruppo marchigiano di calzature ha saputo intercettare la domanda estera. E lo ha saputo fare dove più promette di crescere, in particolare in Cina, Hong Kong, Macao, ma anche in Giappone.
L’anno scorso nel primo trimestre Tod’s aveva realizzato in Italia il 58% del suo giro d’affari. Adesso la stessa quota orbita attorno al 50%. Segno che il baricentro potrebbe presto spostarsi oltre il confini nazionali, sempre che il mercato interno, oggetto di disimpegno, non ritrovi lo slancio di un passato che appare però ormai lontano.
Basandosi sull’andamento della raccolta ordini per le prossime collezioni invernali, il Gruppo si attende di chiudere un 2012 in crescita sia in termini di ricavi che di utili.
Lodevoli le iniziative a supporto delle famiglie dei dipendenti del Gruppo. Annunciati contributi economici e sostegni per salute e istruzione, rispettivamente con polizze sanitarie e assegni per l’acquisto dei testi scolastici.
Un modo per cambiare modelli e… dare un volto sociale alle aziende. La crisi può fare anche questo. Bene che qualcuno cominci.
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