Calzature e articoli in pelle mantengono all’estero un buon ritmo di crescita. Nei valori monetari comunicati oggi dall’Istat le esportazioni hanno messo a segno un progresso del 6,4%, avanzando a un passo più sostenuto rispetto alla dinamica complessiva delle esportazioni italiane (+3,9%). La variazione, su base annua, è riferita al periodo gennaio-maggio 2012.
Va anche detto che a fronte del più 6,4% di scarpe e articoli in pelle made in Italy le statistiche documentano una caduta delle importazioni del 2,6%, con conseguente miglioramento del saldo attivo che in cinque mesi si è arrampicato fino a 3,14 miliardi di euro.
Calzature & co. hanno fatto meglio, in questi primi cinque mesi, anche del comparto abbigliamento e pellicceria, cresciuto oltre confine di un più modesto 4,3% (l’import si è ridotto dell’1,3%).
Da rilevare che nel solo mese di maggio le esportazioni italiane di scarpe e articoli in pelle sono lievitate in valore del 9,4% sul maggio 2011, un ritmo quasi doppio rispetto al 4,8% di crescita dell’export complessivo italiano.
I dati sembrano in qualche modo confermare che l’indebolimento dell’euro sta dando qualche ulteriore spazio di manovra alle imprese italiane. Il cross con la moneta Usa si era attestato, alla fine della scorsa settimana, sotto quota 1,22 dollari. Oggi è a 1,2177.
Preoccupa lo spread Btp-Bund decennali che ha sfiorato quota 500. Ma questa è un’altra storia. Un’altra brutta storia, che preferiamo al momento non commentare.

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