martedì 12 giugno 2012

Crisi Europa frena export calzature italiane: -9% nel primo trimestre 2012

La crisi europea emerge, in tutta la sua evidenza, anche dai numeri sull’export di calzature italiane. Nel primo trimestre 2012, certifica l’Istat, le spedizioni di scarpe made in Italy verso i partner Ue sono piombate sotto i 49 milioni di paia, facendo segnare una contrazione del 13,4% su base annua. Male anche il fatturato a 1,27 miliardi di euro, in calo del 2,8% rispetto al gennaio-marzo 2011.
Nel complesso, con poco meno di 68 milioni di paia, le esportazioni di calzature italiane si sono ridotte dell’8,8%, generando comunque un giro d’affari (2,2 miliardi di euro) più robusto del 5,4% rispetto a un anno fa.
Nei flussi fisici, i dati Istat documentano un pesante scivolone delle vendite in Francia (-13,3%) e in Germania (-14,4%), segnalando riduzioni di oltre il 9% anche nel terzo e quarto sbocco commerciale rappresentato rispettivamente da Regno Unito e Spagna.
Solo gli Usa fanno da contraltare con un più 7,6%, mentre segnano il passo le spedizioni dirette in Svizzera, ma soprattutto nei Paesi Bassi e in Belgio.
Fuori dalla Ue mantiene una direzione positiva l’export sia in Russia che Giappone dove il bilancio dei primi tre mesi segnala, a volume, progressi del 7,5 e del 9 per cento.
Guardando l’evoluzione dei fatturati, fatta eccezione per Germania, Spagna, Belgio e Paesi Bassi, emerge una dinamica positiva, particolarmente sostenuta (a doppia cifra) in Usa, Russia e Svizzera e in alcune mete asiatiche, come Hong Kong e Giappone. Da segnalare anche il più 4,1% della Francia, in netta antitesi con i flussi quantitativi, a conferma di uno spostamento dell’export verso i prodotti di fascia più elevata.


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