Lo spread qualità, nell’export calzaturiero, assegna all’Italia il ruolo di benchmark tra i partner Ue. Il segmento “Luxury & Fine” (calzature con prezzo medio Fob dai 40 euro in su) rappresenta infatti in valore il 43,4% dell’export di calzature made in Italy (dato 2010). Il livello in assoluto più elevato tra i Ventisette, seguito dal 39% del Portogallo e dal 30,9% della Francia.
L’Italia dunque leader nel Vecchio Continente (ma anche nel Mondo), grazie all’elevata qualità della produzione e dell'export. Lo spread, ironia della sorte, assegna proprio alla Germania una delle maggiori distanze dall’Italia. Sull'export tedesco il “Luxury & Fine” non raggiunge neanche il 10%; siamo dunque a più di 30 punti percentuali di distacco (per l’esattezza a 3.350 basis point). Eppure Berlino rientra nella lista dei principali produttori europei di scarpe, con il gruppo di testa che oltre a Italia e Germania, include Spagna, Romania, Portogallo e Francia.Riguardo agli altri competitor, è interessante rilevare che meno di un quarto delle esportazioni di Madrid è riconducibile al top di gamma. Analoga la percentuale rilevata in Romania, mentre la stessa quota scende sotto il 20% in territorio britannico. In Belgio si va appena oltre il 5%, con lo spread che in questo caso raggiunge 3.820 punti base.
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