lunedì 27 febbraio 2012

Consumi, male ma si sapeva. Preoccupa più l'euro a 1,35

La stretta sui consumi vale nel 2011 un taglio dell'1,3% del giro d'affari retail, dice l'Istat. Ma il dato, al netto del caro-vita, restituisce in termini deflazionati un meno 4%. Questa grosso modo è la dimensione reale della crisi dei consumi in Italia.
E non stupisce, in un contesto di forte irrigidimento della spesa, che a pagare uno dei conti più salati siano proprio le calzature, con un meno 6,3% tendenziale (full option) nel dato spot di dicembre e con un 2,4% di perdita annua, sempre al lordo dell'inflazione, rispetto al 2010.
È anche vero che il bilancio degli ultimi 12 mesi restituisce un quadro ancora piú preoccupante per comparti di punta come l'elettronica da consumo, che ha perso il 5,7% in un anno. Ma il "mal comune mezzo gaudio" in questo caso puó solo servire a stemperare il cattivo umore. Soprattutto in considerazione del dato fortemente negativo di dicembre, che anche sulla dinamica mensile propone il segno meno (-1,1% rispetto a novembre per l'insieme dei beni monitorati dall'Istat, alimentari compresi), in un mese invece solitamente positivo per le vendite al dettaglio.
Le determinanti fondamentali del mercato domestico restano insomma fortemente depresse dal lato della domanda. Va anche detto peró che questo dato era già scontato nelle attese. Mentre ha colto un po' più di sorpresa il nuovo rimbalzo dell'euro sui mercati valutari che, dai minimi di gennaio, ha riportato il cambio effettivo della moneta comune sopra la media di lungo periodo. Rispetto al dollaro è ormai a un passo da quota 1,35. Quanto basta per temere un giustificato effetto-drenaggio sull'export dei paesi dell'Eurozona. Un aspetto su cui vale la pena forse riflettere. Ma soprattutto un elemento da tenere sotto più stretta osservazione. Anche se l'ipotesi di un ulteriore apprezzamento dell'euro potrebbe scontrarsi con un più probabile scenario di maggiore volatilità. Seppure "drogato" dall'impatto delle politiche non convenzionali delle banche centrali.

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